World Hand Hygiene Day

Published online  05-05-2017

Igiene e compliance nell'uso delle lenti sclerali

Daddi Fadel DOptom


           La disponibilità dei materiali rigidi gas permeabili per la costruzione lenti a contatto sclerali (LaCS) ha portato alla riduzione dell’ipossia legata all’uso di lenti in pMMA [1-5]. Tuttavia alcune nuove complicanze sono sorte ed altre continuano a permanere. Il sondaggio condotto da SCOPE (Scleral lenses in Current Ophthalmic Practice: an Evaluation) ha riportato le complicanze indotte da lenti sclerali e le più comuni erano quelle causate da una manipolazione non appropriata delle LaCS (inserimento e rimozione) e della scarsa compliance del paziente, usando liquidi di manutenzione diversi da quelli raccomandati dal loro specialista, come ad esempio l’uso del detergente invece del conservante o saliva per pulire le lenti. La complicanza meno comune era la cheratite microbica (MK) [6].


            La ridotta compliance può essere causa di comportamenti errati che  favoriscono l’insorgenza di discomfort, di alterazioni della superficie oculare e, anche, riduzione della performance visiva. L’associazione dell’uso delle lenti a contatto alla MK è stata documentata per diversi anni e risulta più ricorrente nei portatori di lenti morbide rispetto a quelli di lenti rigide gas permeabili (RGP) [7-10]. Infatti la sua incidenza nell’uso di lenti RGP è 3-4 volte minore rispetto a quella nell’uso delle lenti morbide [8]. I maggiori fattori legati alla MK, durante l’uso di lenti RGP, sono la conservazione delle lenti nell’acqua del rubinetto, l’applicazione delle lenti durante il sonno, il rabbocco della soluzione dal contenitore delle lenti e l’uso di lenti nelle ore notturne, ad esempio nell’ortocheratologia [11].

           

            L’incidenza di infezioni durante l’uso delle lenti sclerali può risultare ancora minore rispetto alle lenti rigide corneali a causa di diversi fattori. Le LaCS si applicano maggiormente durante le ore di veglia e solo in pochi casi è consigliato l’uso notturno, che è un potenziale fattore di sviluppo di infezioni [12-13]. Inoltre, la presenza del serbatoio di liquido formato dal sollevamento della lente sulla cornea permette un’idratazione continua, prevenendo la formazione di zone di secchezza corneale, e impedisce l’irritazione meccanica delle palpebre con la superficie oculare durante l’ammiccamento [14]. Infine, la compliance riguardo all’igiene è maggiore nei portatori di LaCS, a causa della loro condizione oftalmica che, spesso, necessita di particolari norme d’igiene oculare. Per tale ragione tali pazienti paiono più aderenti alle indicazioni fornite dal professionista in confronto ai portatori rispetto ai portatori di altre tipologie di lenti a contatto [15]. 


            Tuttavia le LaCS sono indicate anche in individui con cornee compromesse. Ciò rappresenta un potenziale fattore di rischio per lo sviluppo d’infezioni. Inoltre non è raro che essi assumano corticosteroidi, per via orale o sistemica, responsabili dell’abbassamento delle difese immunitarie [14,16-20]. La manutenzione non adeguata delle LaCS è un ulteriore potenziale fattore per riscontrare infezioni [16,18].


             Al fine di ridurre l’incidenza d’infezioni nei portatori di lenti a contatto l’American Optometric Association ha presentato alcune raccomandazioni ai portatori, che riguardano la manipolazione delle lenti, l’uso, le soluzioni e i contenitori delle lenti

(https://www.aoa.org/documents/CRG/Contact%20Lens%20Care%20and%20Use%20Guide.pdf).

           

              Sono necessarie ulteriori raccomandazioni nell’uso di LaCS:


Manipolazione delle LaCS

1.     Risciacquare le LaCS con una soluzione priva di conservanti prima dell’applicazione, per rimuovere i detriti, in genere di natura organica, dopo il processo di disinfezione.

2.     Riempire la LaCS finché la soluzione priva di conservanti non debordi e appaia come una superficie convessa sopra la lente.

3.     Pulire giornalmente la LaCS strofinandola nel palmo della mano con un surfattante e alcol isopropilico, prima del processo di disinfezione.

4.     Pulire il contenitore delle LaCS strofinandolo e poi risciacquandolo con una soluzione multifunzionale o soluzione salina, tamponare con un panno e lasciare asciugare all’aria, posizionato su un fazzolettino di carta.

5.     Disinfettare le ventose da applicazione e rimozione di LaCS dopo ogni uso e lasciare asciugare all’aria, posizionate su un fazzolettino di carta.

6.     Sostituire le ventose ogni 6 mesi o prima se sono danneggiate.

7.     Seguire le istruzioni dello specialista per l’applicazione e la rimozione delle LaCS.


Uso delle LaCS

1.     Evitare di dormire con le LaCS.

2.     Ispezionare la lente dopo l’applicazione per verificare la presenza di bolle d’aria.

3.     Seguire sempre il programma di sostituzione delle lenti raccomandato dallo specialista.

4.     Rispettare il programma delle visite di controllo proposto dallo specialista.


Soluzione e contenitori di LaCS

1.     Usare solo soluzione salina monodose priva di conservanti per il riempimento delle LaCS.

2.     Usare preferibilmente il perossido d’idrogeno per la disinfezione delle LaCS.

3.     Usare contenitori larghi per contenere le LaCS durante la disinfezione e conservazione.

4.     Usare solo ventose da applicazione e rimozione raccomandate dallo specialista.

5.     Evitare di posizionare il contenitore portalenti in bagno.


         L’educazione del paziente può essere un fattore influente nella compliance. Osservare il paziente mentre manipola le lenti durante le visite di controllo. E’ importante che lo specialista dedichi il tempo necessario per chiarire al portatore l’adeguata gestione del contenitore delle lenti, un elemento cruciale per la prevenzione delle infezioni [21]. L’uso di un questionario può essere un ulteriore aiuto per assicurarsi del livello di compliance nei portatori di LaCS. Morgan ha proposto una serie di domande da fare al paziente durante le visite di follow-up [22]. Di seguito vi è l’adattamento di questo questionario all’uso delle LaCS:


1.      Dormi la notte con le lenti?

2.      Fai un pisolino con le lenti?

3.      Quanto spesso dormi con le lenti?

4.      Lavi le mani prima delle fasi di applicazione e di rimozione delle lenti, e con cosa?

5.      Cosa usi per pulire/conservare le lenti?

6.      Dove conservi le lenti?

7.      Ricambi la soluzione o la aggiungi?

8.      Copri le lenti a contatto totalmente con la soluzione?

9.      Chiudi bene il contenitore delle lenti?

10.   Pulisci il contenitore delle lenti?

11.   Ogni quanto sostituisci il contenitore?

12.   Chiudi bene il tappo della soluzione?

13.   Controlli la data di scadenza indicata sulla soluzione?

14.   Ogni quanto sostituisci le lenti?


           Rispetto a tale questionario ulteriori domande possono essere necessarie nell’uso delle LaCS:


15.   Quale soluzioni usi per il riempimento delle lenti sclerali appena prima dell’applicazione?

16.   Quale soluzioni usi per la disinfezione e la conservazione delle lenti?

17.   Quale dispositivo usi per l’inserimento e la rimozione delle lenti?

18.    Disinfetti i dispositivi d’inserimento e di rimozione dopo ogni uso? E con cosa?

19.   Ogni quanto sostituisci il dispositivo d’inserimento e di rimozione delle lenti?

20.   Fai ispezione delle lenti dopo l’applicazione?

21.   Quale contenitore portalenti usi?


            E’ altrettanto importante educare il paziente a prestare attenzione e rimuovere le lenti e contattare lo specialista dell’eye-care se avverte irritazione, dolore agli occhi, fotosensibilità, improvviso abbassamento della vista o insolita lacrimazione o sensazione di corpo estraneo.



Bibliografia

1-     Ruben CM. Benjamin WJ. Scleral contact lenses: preliminary report on oxygen permeable materials. Contact Lens J 13 (1985) 5-10.

2-     Bleshoy H. Pullum KW. Corneal response to gas permeable impression scleral lenses. J Br Contact Lens Assoc 11 (1988) 31-4.

3-     Pullum KW. Hobley AJ. Parker JH. The Josef Dallos Award Lecture, part two. Hypoxic corneal changes following sealed gas permeable impression scleral lens wear. J Br Contact Lens Assoc 13 (1990) 83-7.

4-     Pullum KW. Hobley AJ. Davison C. 100+ Dk: does thickness make much difference? J Br Contact Lens Assoc 6 (1991) 158-61.

5-     Mountford J. Carkeet N. Carney L. Corneal thickness changes during scleral lens wear: effect of gas permeability. ICLC 21 (1994) 19-21.

6-     Schornack M. Scleral lenses in current ophthalmic practice evaluation : SCOPE study updates. Presentation at the Global Specialty Lens Symposium. Las Vegas, 2015 January, 22-25.

7-     Kaye S. Tuft S. Neal T. Tole D, Leeming J. Figueiredo F. Armstrong M. McDonnell P. Tullo A. Parry C. Bacterial susceptibility to topical antimicrobials and clinical outcome in bacterial keratitis. Invest Ophthalmol Vis Sci 51 (2010) 362–368.

8-     Poggio EC. Glynn RJ. Schein OD. Seddon JM. Shannon MJ. Scardino VA. Kenyon KR. The incidence of ulcerative keratitis among users of daily-wear and extended-wear soft contact lenses. N Engl J Med 321 (1989) 779–783.

9-     Ward MA. Can Media Sensationalism Help Reinforce Compliance? Contact Lens Spectrum Apr (2016) 31:21

10-   Sauer A. Meyer N. Bourcier T. French Study Group for Contact Lens–Related Microbial Keratitis. Risk Factors for Contact Lens-Related Microbial Keratitis: A Case–Control Multicenter Study. Eye Contact Lens 42 (2016) 158-162.

11-   Cope JR. Collier SA. Schein OD. Brown AC. Verani JR. Gallen R. Beach MJ. Yoder JS. Acanthamoeba Keratitis among Rigid Gas Permeable Contact Lens Wearers in the United States, 2005 through 2011. Ophthalmology. 123(7) (2016) 1435-41. doi: 10.1016/j.ophtha.2016.03.039.

12-   Dart JK. Stapleton F. Minassian D. Contact lenses and other risk factors in microbial keratitis. Lancet 338 (1991) 650–653. doi: 0140-6736(91)91231-I [pii].

13-    Szczotka-Flynn L. Ahmadian R. Diaz M. A re-evaluation of the risk of microbial keratitis from overnight contact lens wear compared with other life risks, Eye Contact Lens 35 (2009) 69–75, doi:http://dx.doi.org/10.1097/ ICL.0b013e3181998dd3.

14-   Zimmerman AB. Marks A. Microbial keratitis secondary to unintended poor compliance with scleral gas-permeable contact lenses, Eye Contact Lens Sci. Clin. Pract. 40 (2014) e1–e4, doi:http://dx.doi.org/10.1097/ ICL.0b013e318273420f

15-   Walker M. Bergmanson JP. Miller WL. Marsack JD. Johnson LA. Complications and rifitting challenges associated with scleral contact lenses : A review. Contact Lens Anterior Eye 39 (2016) 88-96. doi:http://dx.doi.org/10.1016/j.clae.2015.08.003

16-   Rosenthal P. Cotter JM. Baum J. Treatment of persistent corneal epithelial defect with extended wear of a fluid-ventilated gas-permeable scleral contact lens. Am. J. Ophthalmol. 130 (2000) 33–41. doi:10.1016/S0002-9394(00) 00379-2.

17-   Kalwerisky K. Davies B. Mihora L. Czyz C.N. Foster J.A. Demartelaere S. Use of the Boston ocular surface prosthesis in the management of severe periorbital thermal injuries: a case series of 10 patients, Ophthalmology 119 (2012) 516– _521, doi:http://dx.doi.org/10.1016/j.ophtha.2011.08.027.

18-   Severinsky B. Behrman S. Frucht-Pery J. Solomon A. Scleral contact lenses for visual rehabilitation after penetrating keratoplasty: long term outcomes, Contact Lens Anterior Eye 37 (2014) 196–202, doi:http://dx.doi.org/10.1016/j. clae.2013.11.001.

19-   Fernandes M. Sharma S. Polymicrobial and microsporidial keratitis in a patient using Boston scleral contact lens for Sjogren’s syndrome and ocular cicatricial pemphigoid, Contact Lens Anterior Eye 36 (2013) 95–97, doi:http:// dx.doi.org/10.1016/j.clae.2012.10.082.

20-   Farhat B. Sutphin J.E. Deep anterior lamellar keratoplasty for acanthamoeba keratitis complicating the use of Boston scleral lens, Eye Contact Lens 40 (2014) e5–7, doi:http://dx.doi.org/10.1097/ICL.0b013e3182997c4c.

21-   Lupelli L. Il contenitore.: il brutto anatraccolo della conattologia. LAC 12 (2010) 3-6.

22-    Morgan PB. Contact lens compliance and reducing the risk of keratitis. The Optician, July (2007) 20-25.




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Daddi Fadel, optometrista, specialista in lenti a contatto per cornee irregolari, lenti sclerali e ortocheratologia. Parla cinque lingue, arabo, francese, inglese, italiano e greco. Ha studiato optometria all’Istituto Superiore di Scienze Optometriche (ISSO) a Roma (1998-2001), un corso di quattro anni con il massimo dei voti (110 e lode). Ha iniziato ad essere relatrice a convegni sin dal primo anno del corso di studi in optometria. Ha uno studio optometrico specializzato in lenti a contatto, in Italia, dove progetta personalmente e applica lenti a contatto specialistiche customizzati. E’ relatrice in congressi nazionali e internazionali e scrive articoli in riviste italiane e internazionali, specialmente su cornee irregolari, lenti sclerali e ortocheratologia. E’ la fondatrice e president dell’Accademia Italiana Lenti Sclerali (AILeS), membro del consiglio direttivo dell’Accademia Italiana Lenti a Contatto (AILAC) e Fellow della Scleral Lens Society (SLS).

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