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Definizioni


La terminologia utilizzata per descrivere le lenti a grande diametro è attualmente in via di sviluppo. 

o   lenti corneali, poggiano interamente sulla cornea all'interno del limbus. Queste lenti non si estendono sulla sclera, e sono completamente supportate dalla cornea.

o   Lenti corneo-sclerali si estendono oltre il limbus, e sono supportate da entrambi i tessuti, corneale e sclerale.

o   lenti sclerali poggiano solamente e completamente sulla sclera facendo da ponte sulla cornea e sul limbus, e sono sostenute interamente dalla sclera.


Esempi di diametri di lenti (Classificazione secondo Bearing & Clearance)


Corneo-Scleral          12.9 -> 13.5 mm
Appoggio Corneale e tocco sclerale


Semi-Scleral               13.6 -> 14.9 mm
Appoggio corneale e sclerale 


Mini-Scleral                 15.0 -> 18.0 mm
Appoggio sclerale e min. clearance corneale 


Full Scleral                   18.1 -> 24 + mm 
Appoggio sclerale & max. clearance corneale



Logica generale per gli scopi di uso delle lenti a grande diametro


Le lenti a contatto corneali sono sostenute interamente dal tessuto corneale. Se nella cornea ci sono aree ectasiche, queste saranno probabilmente compresse dalle lenti. A seconda delle dimensioni e l'estensione dell'area ectasica, una grande quantità di pressione della lente può essere esercitata su una zona corneale relativamente piccola. Le lenti più grandi permettono una distribuzione della pressione su un'area più ampia, in modo da diminuire la pressione su singoli punti dove la lente poggia. Se si dovesse applicare una lente a contatto corneo-sclerale piuttosto che una lente corneale su una cornea ectasica, la sclera appena fuori dal limbus fornirebbe un certo sostegno alla lente facendo diminuire la quantità di pressione sull'apice dell’ectasia corneale. Sullo stesso occhio, una lente sclerale, con il suo diametro più grande e più ampia flangia sclerale, farebbe da ponte sulla cornea, evitando di toccarla, poggiando completamente sulla sclera.

In condizioni di fragilità dell’epitelio corneale potrebbe essere necessario evitare il contatto con la cornea. Inoltre, il liquido che si trova tra la superficie posteriore della lente e la superficie oculare consente la lubrificazione continua della cornea e può favorire il ripristino dell’epitelio.




Indicazioni per le moderne lenti sclerali


Le lenti sclerali e corneo-sclerali possono essere adatte per la gestione delle irregolarità corneali (sia ectasia corneale primaria, come il cheratocono o la degenerazione marginale pellucida che ectasia corneale secondaria, come post trauma oculare o post-chirurgica, cheratoplastica penetrante o chirurgia refrattiva). La riabilitazione visiva è generalmente lo scopo principale in questi casi.

Le lenti a grande diametro sono utili anche nella gestione di una varietà di disturbi della superficie oculare, tra cui la sindrome dell'occhio secco, chronic graft vs. host disease, cornea pemfigoide, degenerazione nodulare corneale di Salzmann, sindrome di Stevens-Johnson, cheratopatia da esposizione e cheratopatia neurotrofica. L'obiettivo primario di uso della lente sclerale in questi casi è quello di proteggere la superficie oculare. La lente sclerale è l’unica lente in grado di fornire questa protezione grazie alla presenza di un reservoir di liquidi tra la parte posteriore della lente e la superficie oculare.

La correzione del vizio di refrazione è un altro potenziale motivo di uso delle lente a grande diametro. La Lente corneo-sclerale può essere più adatta a questo scopo rispetto alle vere e proprie lenti “sclerali”, e può essere meno intimidatoria per i pazienti e gli applicatori.




Consigli per l’applicazione delle lenti sclerali


Dimenticate tutto quello che avete imparato sull’applicazione delle lenti a contatto rigide corneali gas permeabili. Dal momento che le lenti sclerali non poggiano su la cornea, la superficie posteriore della lente non deve allinearsi alla cornea. Così, mentre le misurazioni cheratometriche o indici topografici possono essere utili per stabilire un punto di partenza per l’applicazione di una lente sclerale di prova, queste misure non possono probabilmente predire del BOZR finale della lente.


Il movimento delle lenti sclerali è minimo. Il ricambio lacrimale avviene attraverso un movimento diaframmatico ("dentro e fuori") piuttosto che una tradizionale "pompa di lacrime" come nelle lenti corneali. Dal momento che la sclera è un po' irregolare, si dovrebbe notare qualche ricambio lacrimale anche sotto le lenti "sigillate" (o non fenestrate).


Pensare come un costruttore di tetti, è tutta una questione di salire e correre. L'applicazione di una lente di prova mostrerà dove si ha un clearance sufficiente, e dove potrebbe essere necessario un ulteriore clearance. Sollevare una particolare porzione della lente, oppure aumentare il raggio di curvatura appena oltre la superficie della lente che deve essere sollevata (incurvare la “salita”), o aumentare l’ampiezza di una zona più curva della lente mentre ridurre l’ampiezza di una zona più piatta (aumentare la "corsa").


Un fitting set è essenziale. Mettere una goccia di fluoresceina nell'occhio del paziente, scegliere una lente di prova e applicarla sull’occhio. Valutare l’applicazione con il biomicroscopio. Se non vi è abbastanza clearance tra la lente e la cornea, scegliere una lente molto più curva della lente iniziale. Continuare a "sollevare" il centro della lente fino ad avere un clearance che è circa 1/3 a 1/2 dello spessore della cornea (0,15-0,25 micron). Controllare la periferia per assicurarsi di avere un adeguato allineamento della lente con la congiuntiva (minimo sbiancamento congiuntivale o compressione).


La sovrarefrazione è critica; si è essenzialmente creato una "lente spessa", dal liquido sotto la lente stessa, quindi la normale valutazione del valore K insieme all'errore refrattivo non può essere del tutto precisa.


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